
Sbagliare sulla carta è meglio che sbagliare nella realtà.
Molto spesso una nuova impresa muore di troppa improvvisazione: o perché abbiamo preteso di bruciare le tappe, o perché ci siamo fidati solo ed esclusivamente del nostro fiuto.
Sedersi ad un tavolo, cercare di raccogliere tutte le informazioni necessarie per valutare l'idea di impresa che abbiamo in testa non è mai tempo perso.
Non garantisce di per sé il successo, però permette di ridurre ragionevolmente il rischio di un fallimento.
Quello che dobbiamo fare è sforzarci di mettere nero su bianco un vero e proprio «progetto di impresa» (o «business plan»).
Quello che segue è una traccia di business plan utile a dare un'idea delle informazioni che contiene e del livello di complessità che prevede.
Un business plan ben fatto:
-consente di verificare la reale fattibilità dell'iniziativa sotto i suoi diversi profili (tecnico, commerciale, economico, finanziario);
-costituisce una «guida operativa» per i primi periodi di gestione;
-rappresenta un «biglietto da visita» insostituibile per qualsiasi contatto con i potenziali finanziatori (è previsto anche da molte leggi di finanziamento per le nuove imprese).
Parte descrittiva
È importante rendersi conto della tipologia di attività da avviare e delle eventuali problematiche da affrontare in fase di start-up:
- quali bisogni possiamo soddisfare?
- chi saranno i nostri clienti?
- quali benefici ricercano i nostri clienti?
- quale prezzo sono disposti a pagare?
- presso quali concorrenti si rivolgono oggi?
- perché dovrebbero rivolgersi a noi?
Parte numerica
Diceva un grande filosofo che "i fatti sono il tribunale delle idee". In questo percorso che rappresenta il processo di creazione di un'impresa, si può dire - parafrasando il filosofo - che "i numeri sono il tribunale dell'immaginazione".
Si fa riferimento a fattori di tipo oggettivo, e deve consentire di verificare la fattibilità del progetto sotto i diversi profili (tecnico, commerciale, finanziario), evidenziando, con dati concreti, l'esistenza di reali prospettive di successo. Qui occorre prendere in esame, sulla base dell'analisi di mercato, fattori come il prodotto (o il servizio), il prezzo, la comunicazione e la distribuzione (cosiddetto "marketing-mix"); l'azienda (attrezzature, locali, personale...); l'organizzazione del processo produttivo, dell'apparato commerciale ed amministrativo-gestionale, ecc.
Tutte le scelte inerenti ai diversi componenti della struttura aziendale ed al livello di attività operativa devono essere tradotti in termini quantitativo-monetari, attraverso una serie di prospetti di stato patrimoniale e di conto economico. Questi devono individuare, su un orizzonte di almeno tre anni, l'entità di:
-investimenti;
-finanziamenti;
-redditi;
-flussi di cassa.