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Per i genitori

Come aiutare i propri figli a scegliere il percorso giusto, dopo la terza media
Per aiutare i propri figli a superare le incertezze tipiche del momento della scelta, a valutare i loro desideri e ad indurli a scegliere in modo libero e responsabile, occorre innanzitutto dialogo.
Saper dialogare apertamente con i propri figli può infatti essere determinante per un buon esito del processo di orientamento.

Chi è il protagonista della scelta?

Il protagonista della scelta è certamente il figlio.
L'azione del genitore è quello di aiutare il proprio figlio a diventare capace di prendere una decisione libera e ragionevole.
Troppo spesso il figlio si dimostra incerto, confuso, contraddittorio ma, nonostante tutto, i genitori dovrebbero sempre considerarlo e fagli capire che è lui il principale soggetto interessato alla scelta, perché è sua la vita.
E' vero che l'età preadolescenziale è caratterizzata spesso dalla immaturità psicologica e dalla incapacità di vedere chiaro la realtà. Tuttavia i figli dovrebbero essere sollecitati a rendersi protagonisti della decisione, in base alle loro attuali capacità, abilità, passioni.
Altro scoglio da superare è l'inclinazione alla loro dipendenza dal proprio genitore circa il modo di pensare di se stesso e di interpretare i propri desideri. Fin quando perdurerà questo modo di pensare, il figlio penserà di desiderare ciò che il genitore desidera da lui.
Occorre dunque, da parte dei genitori, un sostegno serio e responsabile, capace di indurre il figlio a considerare obiettivamente i consigli che gli vengono dati e confrontarli con il proprio punto di vista.
Occorre inoltre evitare atteggiamenti estremi: scegliere al posto del proprio figlio oppure, al contrario, acconsentire a qualsiasi scelta.

Il compito del genitore è quello di mettere al servizio del proprio figlio la sua esperienza aiutandolo a fare una scelta ragionevole e con spirito critico.

Quali sono gli atteggiamenti da evitare?

Affiancare il proprio figlio nella scelta significa innanzitutto evitare alcuni atteggiamenti che potrebbero danneggiare il suo futuro professionale:
imporre la propria volontà, obbligandolo a scelte che sono in contrasto con le sue attitudini ed i suoi interessi;
indurre il proprio figlio a scelte inconsapevoli, con manipolazioni e condizionamenti psicologici;
lasciarlo solo, nella sua difficile decisione, con le sue paure, le sue incertezze, i suoi dubbi, senza nessun sostegno e senza nessuna critica.
Il genitore deve poter sostenere il proprio figlio nella sua scelta, inducendolo a scelte ragionevoli senza sostituirsi a lui ma anche senza lasciarlo solo nella sua immaturità che lo può indurre a ragionamenti sbagliati.
Questo traguardo si raggiunge aiutando il proprio figlio a diventare libero di scegliere.

Come aiutare i propri figli a diventare liberi di scegliere

Alcuni ragazzi potrebbero non voler scegliere e, dunque, scaricare tutte le responsabilità della propria scelta ai genitori.
Altri invece, evitano ogni confronto con i propri genitori per poi comunicare la propria scelta all'ultimo momento.
Lasciare liberi i propri figli di scegliere non significa "lasciar fare ciò che vogliono". Spesso i ragazzi ancora non sono capaci di scegliere liberamente.
Il principale aiuto dei genitori è quello di aiutare i ragazzi a riconoscere e ad affrontare le loro paure. E' necessario inoltre conoscere i propri figli per aiutarli, dunque conoscere i loro desideri, i loro interessi, le loro attitudini.
I genitori devono poter sostenere il proprio figlio nella scelta per realizzare esclusivamente il suo reale interesse.
Per ottenere questo, ogni genitore deve essere capace di rinunciare a qualche sua aspettativa nei confronti del figlio, affrontare qualche delusione o timore, rinunciare ai sogni coltivati sull'avvenire del proprio figlio.
Questi sentimenti non devono condizionare i consigli dati ai propri ragazzi.
Inoltre, non è opportuno dare giudizi sistematicamente negativi sull' immagine che i figli hanno sul loro futuro, sui loro sogni. Spesso proprio dietro a questi sogni si nascondono le loro reali passioni. Occorre riuscire ad individuare ciò che il figlio sente di amare e non basarsi solo sulla buona riuscita di una materia: si può essere bravi in matematica senza amare la matematica!
In sintesi, i figli devono poter scegliere con consapevolezza, spirito critico, responsabilità e motivazione. Se i ragazzi sono mossi da una vera propensione e passione, saranno creativi e tenaci nel raggiungere ogni loro obiettivo.

 

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